Antonio Mastronunzio
Mastronunzio è l’artista beneventano che resuscita l’arte del giovane Caravaggio. Egli reindica la strada della natura morta, della vita silente, come l’aveva chiamata De Chirico.
La sua pittura è piena di vitalità inaspettata e soprattutto brilla per la propria luce lunare e chiara, tipicamente mediterranea che rispecchia il suo modo di fare e il suo modo di proferire le cose. Mastronunzio è della Campania, ha un viso sorridente e una corporatura agglomerata in una botticella.
Nel suo studio abitazione, ex fattoria, sotto la stazione ferroviaria di Benevento, racoglie fiori e rami recisi, fiori secchi e sterpi e lavora moltissimo e fuma mille sigarette e beve caffè e caffè. Ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenza, ma ama la propria terra arida, ed al sole ed alla luce di quei luoghi natii, immortala, durante l’ascolto di musiche beethoveniane, nuove realtà.
Mastronunzio afferma che un fiore, un cesto di frutta, hanno la stessa dignità di un quadro con figura. Egli descrive le nature morte richiamandosi alla natura umana, infatti, pur evocando in certe tele una insoddisfazione della realtà, ama la vita a dismisura, non vuole stare solo, il frastuono l’attira al pari del silenzio. Durante un convegno in una notte stellare, con un buon bicchiere di rosso, disse che se non avesse fatto il pittore avrebbe sicuramente adottato la musica come “scopo” della propria vita, ma evoca subito poi, che ha scelto l’imbrattatura della tela perché mentre la musica passa evaporando, la pittura resta.
In ogni dipinto egli afferma che c’è un poco di autoanalisi. Certe sue tele mostrano un disordine di oggetti, di idee, ma in esse si legge la lezione della classicità, quasi a simboleggiare la caducità delle cose terrene, caducità che l’artista chiama “disfacimento del proprio io”, di un dramma immanente della vita. In lui soffia il vento del buon ritorno e per lui un fiore ed un melo valgono il mondo intero; infatti ritrae la vita senza regole, ma con solo amore.
Antonio Mastronunzio
“La crisi dell’arte come scienza universale“
01 febbraio – 21 marzo 2009

